La tecnologia sfrutta i microbi per generare idrogeno nei pozzi petroliferi inattivi.

Un’innovazione tecnologica promette di dare una nuova utilità ai pozzi petroliferi dismessi, trasformandoli in fabbriche di idrogeno pulito. Il processo utilizza specifici microrganismi che, introdotti nei serbatoi sotterranei, accelerano la decomposizione degli idrocarburi residui, generando idrogeno come sottoprodotto.

Come funziona la tecnologia

La tecnica consiste nell’iniettare una soluzione nutritiva che stimola l’attività di microbi nativi o introdotti nel pozzo. Questi batteri consumano le molecole di carbonio rimaste nel petrolio che non può più essere estratto in modo convenzionale. Durante questo metabolismo biologico, l’idrogeno viene rilasciato e catturato in superficie.

Sostenibilità ed Economia Circolare

Oltre a evitare l’elevato costo di chiusura definitiva dei vecchi pozzi, la soluzione offre un’alternativa a basse emissioni di carbonio per la produzione di energia. L’idrogeno generato è considerato “verde” o “blu”, a seconda della gestione della CO2 residua, contribuendo direttamente agli obiettivi globali di decarbonizzazione.

La fattibilità commerciale di questa tecnologia potrebbe accelerare la transizione energetica, sfruttando le infrastrutture esistenti dell’industria dei combustibili fossili per promuovere un’economia basata su fonti rinnovabili.


Crediti: Contenuto basato sul reportage di Olhar Digital (Scritto da Alessandro Di Lorenzo e redazione).